Elettori fantastici e dove trovarli

Referendum, apertura dei seggi

Quando fai il presidente di seggio ormai da cinque anni, pensi che un referendum non rappresenti più niente di nuovo. Ma questa volta non è stato così. Questo referendum ha scatenato, in sintesi, il meglio e il peggio della italianità del nostro secolo. Sia al seggio elettorale, che in tutti i giorni precedenti al voto, si è vista un’accozzaglia di attaccamento incredibile alla costituzione e un attaccamento incredibile alla deficienza. La dura battaglia per il SI o per il NO ha visto tantissimi paladini e forti sostenitori. Ma mentre in passato li avremmo visti al bar a parlarne con gli amici, oggi nel 2016, il teatro di liti e urla è stato Facebook. A colpi di Mi piace e commenti sgrammaticati, la gente si è scannata in un insopportabile guerra fra chi non capiva un cazzo, chi diceva agli altri di non capire un cazzo e chi era convinto di non capire un cazzo, ma qualche cosa la doveva dire comunque e criticava tutti gli altri. Almeno queste settimane di torture hanno contribuito alla “scrematura” quotidiana che ci permette di capire, grazie a Facebook, chi in realtà non ha ancora le basi per padroneggiare lo strumento. Fra gente che non sa scrivere e altri che non riconoscono le bufale o le cazzate, anche questo episodio ci ha permesso di nascondere o eliminare amici, oppure semplicemente etichettarli come “non affidabili” o semplicemente come “tizio non ha capito un cazzo”. E mentre si giungeva al fatidico giorno del giudizio, era ormai chiaro che questo non sarebbe stato un referendum come gli altri. Alcuni pensavano che il quesito fosse “Vuoi che Renzi sia ancora premier?” Altri scoprivano a 40 anni che in Italia esistevano il Senato e la Costituzione. Altri ancora erano terrorizzati “Eh ma se non cambiamo ora, rimane tutto come prima!” come se questo significasse ricominciare da Garibaldi e Mazzini. Uno studio finanziato da Cosmopolitan, ha individuato 5 differenti persone tipo pre-referendum:

  • l’indeciso: quello vuole lasciarti col fiato sospeso, come se alla fine il suo si o no arriverà per mezzo di un’illuminazione sulla via di Damasco
  • il contrariante: l’amico che ti scrive: “Ma tu cosa voti?” e quando gli dici il tuo voto ti dice “Eh ma allora è meglio il SI”, ma che a risposta contraria ti avrebbe detto lo stesso l’opposto. È in pratica un indeciso che però vuole insinuarti il dubbio fino alla fine
  • il paladino: quello che ascolta le tue motivazione e ti dice “però con la Costituzione non si scherza!”
  • il poliziotto: quello che alla fine di tutto ti dice: “Mi raccomando, non fare cazzate” e in alcuni casi aggiunge “Dai dammelo subito, che se lo trovo io è peggio”
  • il saccente: il tizio che è convinto di sapere tutto e inizia ogni frase con “Tu non hai capito…”
  • Il preoccupato: l’elettore che pensa “E ma ora se vince il no, abbiamo Salvini? Se vince il Si abbiamo la dittatura? È vero che i partigiani morti per noi, resuscitano e vengono a mangiarci la costituzione?”
  • Il cretino: quello che condivide i post del fattoquotiDAINO o altri siti storpiati pensando che sia tutto verissimo e che si convince che Facebook in realtà abbia più valenza istituzionale del sito del Ministero dell’interno

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La nostra tradizione di Halloween

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C’era una volta un Regno pieno di ricchezze culturali, artistiche e popolari. Un regno dove i cittadini si divertivano a fare quello che volevano senza preoccuparsi più di tanto degli altri. Un bel giorno però, il re di questo paese, si sentiva stanco ed annoiato. Chiamò così il suo fido consigliere Gugol: “Che inutile giornata, vorrei fare qualcosa, ma non saprei cosa. Mi puoi aiutare?” “Ma certamente mio sovrano, vado a fare una ricerca e torno”. Dopo pochi istanti, il consigliere ritornò di corsa al cospetto del re “Mio signore ho completato la mia ricerca in 3,4 secondi e su Groupon ho trovato una tradizione in offerta. Si chiama Halloween e fa al caso nostro.” “Halloween?” lo interruppe il re “Sisi è una tradizione di un altro regno, ma si fidi che è bellissima. La gente si traveste da mostri e altre cose horror e i bambini fanno gli scherzi alle persone” “Ma quindi è come Carnevale? Già ce l’abbiamo!” lo interruppe il sovrano “Non proprio, mio re” rispose subito Gugol “Questi scherzi i bambini li fanno minacciando le persone nelle case, però se questi gli danno le caramelle allora non glieli fanno.” Continua a leggere

I mezzi pubblici migliori d’Europa e non lo sapevamo

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Esemplare di Autobus Accessibilis ma Lentus

Gli Arabi, si sa, sono sempre stati un popolo operoso, furbo e intelligente. Quando intorno al IX secolo stavano conquistando tutti i paesi che si affacciavano sul Mediterraneo perchè la carta di Risiko li obbligava a questo, decisero di prendersi una piccola pausa rilassante. Lo sceicco allora ordinò “Ragazzi, prendiamoci la Sicilia che su TripAdvisor ho letto un sacco di recensioni positive. Dicono che è un po’ disorganizzata, ma il tempo è sempre bello, ci sono un sacco di cose buone da mangiare e poi la gente è sempre ospitale. No come quelli del nord che appena li fermi per chiedere informazioni pensano che gli vuoi vendere accendini.” E così convinse tutti ad invadere l’isola. Appena approdati, fecero subito un sondaggio alla popolazione: “Ma se vi invadiamo è un problema?” “Guardate, negli ultimi anni qua ci sono stati i Romani, Vandali e poi i Bizantini; il nostro governatore Zamparario cambia popolo ogni cento anni, quindi ormai fate quello che volete. Però attaccateci con calma che qui non siamo abituati a fare le cose di corsa”. E fu così che nel giro di pochi anni gli Arabi conquistarono la Sicilia e si presero alcuni anni di vacanza. Assimilarono la calma e la lentezza tipica del popolo siciliano: iniziarono a costruire villini abusivi come la Zisa o la Cuba, si dedicarono a coltivare i giardini, a fare festini e a lamentarsi delle cose che non funzionavano. Nel giro di pochi anni la Sicilia cambiò il loro modo di fare e di comportarsi, rendendoli più pigri, svogliati e tranquilloni.

In questo periodo avvenne la storia che stiamo per raccontarvi, tratta da una tavoletta di pietra rinvenuta sotto una fermata abbandonata dell’autobus 305. Il documento, in arabo antico, narra una storia che il viaggiatore Muhamed Al-Amat raccontò all’Emiro di allora e che vi riportiamo integralmente: Continua a leggere

ZTL a Palermo: breve guida per deficienti

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La famigerata ZTL. Fonte: reppubblica.it

Vista la grande confusione che aleggia sulla ZTL di Palermo, condividiamo questo botta e risposta chiarificatore sperando che possa sedare ogni dubbio e sconforto ed evitare ulteriori casini.

  1. Come si ottiene il pass per la ZTL?
    Si ottiene pagando online oppure negli sportelli dell’AMAT. Ha diversi costi eccetera eccetera. E’ spiegato meglio qui
  2. E’ vero che i residenti pagano lo stesso?
    Si è vero
  3. Io sono residente a Carini. Pago lo stesso?
    Se prima non dimostri che ci devi andare a fare in centro, non puoi entrare.
  4. Io pensavo che l’importante era essere residenti da qualche parte. E quindi dove la metto la macchina?
    Prima di arrivare a Palermo, inizia a pregare di trovare un parcheggio nelle zone vicino il perimetro
  5. Qual è il perimetro della ZTL?
    Quello che vedi nell’immagine. Se non capisci cosa è, significa che non hai mai visto il centro storico di Palermo o non sai cosa è un perimetro.
  6. Posso guidare lungo il perimetro?
    Si.
  7. Cosa è un perimetro?
    Ecco, me l’immaginavo. In geometria, il perimetro (dal greco perímetros, composto di perí, intorno, e métron, misura) è la misura della lunghezza del contorno di una figura piana. In pratica è la linea rossa
  8. Posso guidare in Via Cavour?
    Rivedi risposta 7 e poi risposta 5 e 6
  9. Se mio figlio sta male posso portarlo all’Ospedale dei bambini?
    Si perchè non rientra nel perimetro
  10. Quindi mio figlio di 23 anni lo posso mandare all’ospedale dei bambini?
    No forse ci siamo capiti male
  11. Io ho un motorino. Posso guidare senza il pass?
    Si
  12. Quindi il mio motorino non inquina? Posso utilizzare i suoi gas di scarico per farmi l’aerosol contro l’influenza?
    No inquina lo stesso, però siccome quelli che hanno il motorino quando piove si prendono la macchina, d’inverno sono fottuti uguale
  13. Mi sono comprato la bicicletta elettrica per fare le corse con gli amici nelle aree pedonali. Sono stato bravo?
    Si
  14. La mia macchina non ha l’assicurazione, ho il bollo scaduto dal 1998, la revisione non so cosa sia e la patente mi è stata ritirata perchè avevo -20 punti. Posso avere il pass?
    Tu non dovresti avere neanche la macchina
  15. La ZTL vale ogni giorno?
    Vale fino al sabato pomeriggio. Si ricomincia con il lunedì che, essendo un giorno di merda già di suo, non risente molto del provvedimento
  16. Quindi la domenica posso portare mio figlio in centro a inquinare gratis?
    Certo che puoi
  17. E il sabato sera staremo lo stesso due ore a girare per cercare parcheggio?
    Certo
  18. E non inquiniamo?
    Si, ma inquini gratis
  19. Visto che non ci sono nuovi parcheggi, saranno tolte le strisce blu?
    Assolutamente no
  20. Ma posso parcheggiare nei parcheggi all’interno della ZTL?
    No perchè altrimenti quelli della municipale si confondono che non capiscono come hai fatto a portare l’auto lì dentro senza il pass
  21. E i poveri parcheggiatori abusivi come faranno?
    Migreranno verso i parcheggi esterni oppure diventeranno parcheggiatori abusivi di biciclette
  22. Mio cugino è posteggiatore libero professionista a Piazza Marina dal 1993. E’ anche finto invalido dal 1989 quindi non può lasciare il posto di lavoro. Come farà a spostarsi dal centro?
    Ovviamente per casi di questo tipo si troverà una soluzione
  23. E’ vero che la città senza auto è più bella?
    Si è vero
  24. E’ vero che è iniziata la ZTL, ma i mezzi pubblici fanno schifo uguale?
    Si è vero. Gli autobus non hanno orari pianificati e non esiste il biglietto integrato con la metro; il tram è solo in alcune zone; la metropolitana/treno non prosegue oltre la stazione Notarbartolo; le piste ciclabili in realtà sono un’opera astratta
  25. E’ vero che i soldi della ZTL serviranno a saldare i debiti dell’AMAT e delle spese di gestione per il tram?
    Molto probabilmente si
  26. Ed è giusta questa cosa? Non dovrebbero essere spesi per ridurre l’inquinamento generale e migliorare la vivibilità del centro?
    Hai ragione, ma l’AMAT aspetta da anni soldi dalla Regione e la gente non paga i biglietti perchè il servizio fa schifo. Meno soldi arrivano e più il servizio fa schifo. Con questo circolo vizioso infinito, a un certo punto l’AMAT imploderà in un paradosso cosmico e avremo risolto il problema
  27. Quindi alla fine la gente pagando può inquinare?
    In un certo senso si
  28. La mia auto è senza olio di palma. Posso guidare nella ZTL?
    No. Neanche se è fatta con lievito madre
  29. Mi hanno rubato l’autoradio. E’ colpa del tram?
    Probabilmente si
  30. Volevo acquistare il pass per la ZTL e invece ho comprato per sbaglio un biglietto dei Coldplay. Posso scambiarlo?
    Parliamone in privato

 

Nel magico Regno delle ZTL

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Un regno bellissimo, ma con tanti problemi

C’era una volta una regno bellissimo, pieno di storia e di tante ricchezze. Nonostante questo, i suoi abitanti non vivevano molto bene; il paese infatti era pieno di problemi e difficoltà. Spesso questi erano causati proprio dai cittadini che erano bravissimi a fare principalmente una cosa: lamentarsi. Per questa ragione, a tutti era noto come il Regno di Pamento.

Ma tanti tanti anni fa, salì al trono un sovrano benvoluto e apprezzato da tutti: il Re Holland. Questi promise di risistemare il Regno ripartendo dalle sue origini storiche, organizzando eventi ed iniziative. I cittadini erano un po’ più contenti, ma si lamentavano di una cosa fondamentale: il traffico. Il regno infatti era distribuito su tante isolette separate da numerosi canali. Ognuno di questi era sempre invaso da tantissime barche, tanto che i battelli pubblici del Regno si spostavano con lentezza e la gente non voleva utilizzarli. Meno li usava e più aumentavano le singole barche; in pratica il cane che si morde la coda. Il Re Holland allora iniziò a pensare a come risolvere questo problema: “Faremo in modo di realizzare all’interno dei canali, delle vie dedicate soltanto a un nuovo tipo di battelli, così la gente potrà arrivare più facilmente”. Ma mentre il sovrano pensava a questa soluzione, anche Museight, l’Imperatore dei Regni, aveva pensato qualcosa:  “Costruiremo altri ponti fra le varie isole. Magari è più lento e costoso, ma è una soluzione più efficiente”. E senza che la gente ebbe neanche il tempo di lamentarsi, il Re Holland decise che si doveva adottare la sua soluzione. Continua a leggere

Il San Valentino All you can eat

 

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Esistono dei giorni dell’anno in cui, anche se sei stato interdetto dall’uso di un calendario, capisci subito che sta succedendo qualcosa. Ad esempio capisci che è l’8 Marzo perché in giro la sera vedi macchine piene di donne che urlano e ridono perché è la prima volta che l’amica guida un mezzo motorizzato nel mondo reale. Un altro di questi giorni è San Valentino, dove, recandoti in un qualsiasi ristorante, bar, taverna, osteria, trovi solo tavoli occupati da persone in multipli di due secondo le regole del poker: coppia, doppia-coppia, tris, poker, ecc. Personalmente non amo questo tipo di feste “comandate” perché penso che le donne debbano “emanciparsi” ogni giorno e una coppia debba amarsi ogni minuto, ma alla fine male non ne fanno e quindi si festeggiano uguale. Un modo per farlo è la cena fuori e come non sfruttare una delle più grandi mode del momento come il famigerato All you can eat del ristorante Giapponese? Continua a leggere

Inter Rail in Veneto (Seconda Parte)

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Venezia

Un viaggio rilassante, ma pieno di avventura, non può che prevedere un bel giretto in auto. Quando dovevamo pianificare i giorni seguenti la visita a Venezia, abbiamo iniziato a pensare a tutti i bei posti dove volevamo andare. Fra questi sicuramente le Dolomiti, Vicenza, Padova, Verona, Castelfranco Veneto, il Lago di Garda, Mantova, Belluno e Bassano. Il tutto però doveva essere definito meglio quando sarei arrivato direttamente sul posto perché Kri si doveva informare con la gente del luogo su quali mete scegliere. Giunto quindi da Kri a Montebelluna, lei mi fa vedere il suo itinerario definitivo: questo prevede il primo giorno un giretto semplice nei pressi di Montebelluna con Cittadella, Asolo e altri posti vicini per poi partire alle volte delle Tre cime di Rovereto, passare da Bolzano, Trento, Lago di Garda, Verona, Mantova, Vicenza e Padova. “Guarda viene un bel cerchio!” mi dice lei e io con calma “Kri guarda che significa che devo guidare per 11 ore in tre giorni…”. Ah si perché mi sono dimenticato di dire che tutti quei posti avremmo dovuto vederli fra lunedì pomeriggio e giovedì sera. Decidiamo quindi per un itinerario un po’ più soft con le mete principali, ma prima di tutto dobbiamo andare a noleggiare l’auto che ho prenotato all’aeroporto di Treviso.

Comodamente provvisti di tre valigie, uno zaino e una borsa, lasciamo così il b&b di Mestre in direzione di Treviso, ennesima stazione della nostra Via Crucis. Arriviamo alla stazione e giriamo mezza città per trovare un posto dove pranzare; alla fine mangiamo in un locale con un menu “primo + contorno”. Una volta accomodati ordiniamo: “Cosa avete di contorno?” “Abbiamo patate lesse, radicchio, insalata, verdure bollite…” Ci guardiamo un attimo intorno pensando che magari eravamo entrati per sbaglio nella mensa di una clinica e rispondiamo “No grazie, meglio senza contorno”. Mangiamo e ripartiamo così alla volta dell’aeroporto e per sbaglio entriamo prima al parcheggio. Vado allora al desk della compagnia e con grande allegria e cordialità mi comunicano che non essendo la mia PayPal una carta di credito non mi daranno l’auto. Torno quindi da Kri per darle la lieta novella e per alimentare la gioia e la tranquillità del momento, le viene il ciclo. Saltati tutti i nostri piani, decidiamo di rimodulare tutto l’itinerario sfruttando i treni. È in questo momento che ho capito che l’Inter Rail che non mi sono fatto a 19 anni, si sarebbe concentrato tutto in questo viaggio. Ripresa in mano la situazione, decidiamo così di riorganizzare il tutto: andiamo solo a Padova, Vicenza e Verona, spostamenti in treno e pernottamenti in Airbnb con l’ultima sera a Verona ospitati da Manu. Continua a leggere