Le richieste dei palermitani a Dolce e Gabbana

DolceGabbana

In questa settimana di inizio Luglio, i noti stilisti Dolce e Gabbana, organizzeranno numerose sfilate e incontri megagalattici esclusivi in alcune delle più belle location di Palermo e del comprensorio. Mesi e mesi di preparative, grandi star in arrivo e video promozionali bellissimi, creano di sicuro grande curiosità e aspettative. In questi ultimi giorni però, quello che sta alimentando la discussione palermitana, sono i tanti soldi spesi e quello che i due stilisti stanno facendo per la città e i cittadini, in primis la leggenda dei soldi promessi ai commercianti delle zone interessate dalle sfilate per restare chiusi. Alla luce di queste indiscrezioni, i due designer hanno assunto il ruolo di nuovi Santi Protettori cittadini, cui avanzare richieste e desideri.
Sono tantissimi i contatti inviati ai due noti designer nelle ultime ore provenienti da tantissimi cittadini e personaggi. Raccogliamo di seguito, alcune delle migliori suppliche ricevute:

  1. Sono Totò e ho una startup di panelle e crocchè con mezzo innovativo (lapino blu elettrico). Siccome di solito andavo a vendere a Piazza Sant’Anna e ora è tutto chiuso, mi potete rimborsare la giornata? Solitamente guadagnavo 10.000 euro al giorno. Grazie
    Panelle e crocchè da Totò
  2. L’anno prossimo organizziamo una sfilata sui binari del tram?
    Leoluca Orlando
  3. Ma quando finite, ce lo potete lasciare Brad Pitt qua?
    Unione Single Palermo
  4. Potete inserire dei vaporizzatori con il vostro profumo all’interno della 101?
    Fruitore abituale autobus
  5. Mi devo sposare prossima settimana. Me lo potete fare voi il video del matrimonio? Anche senza drone va bene uguale
    Cetty
  6. Ve lo volete comprare il Palermo? Amunì dai…
    Maurizio Zamparini
  7. Mio figlio mi ha bloccato su whatsapp e non gli posso mandare più Buongiornissimo ogni giorno. Potete dirgli di sbloccarmi?
    Mamma Rosy
  8. Ma sicuri che non volete alcuni km di tram? Ci fate un bel pendente o una collanina
    Leoluca Orlando
  9. Esiste qualche legame fra il vostro arrivo e la morte di Paolo Villaggio? Perché invece di Dolce e Gabbana non vi chiamate Gabbana e Dolce? Lo fate perché in realtà supportate le multinazionali dello zucchero? Avete pensato a dei vestiti per celiaci?
    Pippo il complottista
  10. E’ vero che anche J-ax e Fedez verranno a Palermo ad organizzare una sfilata a petto nudo?
    Filipporap
  11. A che ci siamo, glielo dite a quei due che io tutte ste cazzate non le dicevo?
    Freud
  12. State attenti che a Palermo si scivola.
    Gianni Morandi
  13. Potete rendere la sabbia di Mondello meno appiccicosa nei piedi?
    Autolavaggio Macchina Splendente
  14. La convincete mia madre che non devo aspettare tre ore per farmi il bagno dopo la pasta col forno?
    Il piccolo Lucio
  15. Ci aiutate a ricontare le schede elettorali? Secondo me ci sono stati imbrogli e alla fine sono stata eletta
    Giovanna, voti ottenuti: 26
  16. Me lo sistemate il marciapiede davanti casa mia? Poi vi ospito da me che mia moglie cucina meglio di tutta Villa Igea
    Totuccio
  17. Potete organizzare di nuovo il Festivalbar?
    Neja
  18. Per favore, convincete Ryanair ad abbassare i prezzi dei voli che non ce la faccio più ad avere la pioggia a luglio?
    Michele, emigrato per lavoro a Londra
  19. Se vi serve aiuto per fare un film, fatemi sapere
    Ismaele La Vardera
  20. Ma invece, per forza in questo periodo dovevate venire?
    Santa Rosalia
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Elezioni comunali di Palermo: breve guida per deficienti

tesseraelettorale

Per fortuna mancano ormai pochissimi giorni al grande evento elettorale e poi finalmente saremo tutti un po’ più liberi dallo “stress da candidato”, la città meno invasa di cartacce e la Home di Facebook poco più rasserenata. Raccogliendo un po’ di voci e malumori che si sentono in giro, con questo botta e risposta proveremo a prevenire errori elettorali, sedare alcuni dubbi e dirvi terribili verità che nessuno vuole farvi sapere! Condividete prima che lo censurino!!!uno! punto esclamativo! Ma soprattutto provate a riconoscere qualcuno o direttamente voi stessi in alcune di queste domande:

  1. Ho visto che c’è questo concorso pubblico per diventare consigliere. Ma come funziona?
    Cominciamo benissimo. Si chiamano “elezioni” e si vota per il Sindaco, il Consiglio Comunale, il Presidente di Circoscrizione e il Consiglio di Circoscrizione
  2. Ma quando si vota?
    Si vota solo Domenica 11 Giugno dalle 7 di mattina fino alle 11 di sera
  3. Però se c’era bel tempo io domenica me ne volevo andare a mare
    Vai a mare e poi voti. L’importante che non arrivi al seggio alle 11 di sera
  4. Che devo portare per votare?
    Un documento d’identità e la tessera elettorale
  5. Mia nonna l’altro giorno ha buttato la cosa elettorale perché dice che faceva neglia. Che possiamo fare?
    Porta tua nonna all’ufficio elettorale e gliela rifanno espressa, anche domenica stessa nelle circoscrizioni
  6. La mia tessera elettorale ha tutti i bollini pieni, ho vinto qualche cosa?
    Hai vinto un bacio in fronte da uno scrutatore anziano. In più hai vinto che ti è scaduta la tessera e la devi rifare come tua nonna
  7. Scaduta? Ma com’è che il Comune non me l’ha mandata nuova a casa? È una vergogna!
    Il Comune non lo sa quanti spazi vuoti hai nella tua tessera ogni volta che vai a votare. Purtroppo siamo molto lontani dalla fantascienza
  8. Per votare mi devo portare la penna?
    No e per favore lascia stare Piero Pelù a casa
  9. E quindi come si deve fare?
    Controlla sulla tua tessera elettorale qual è il tuo seggio, arrivi lì, verificano se sei nell’elenco e ti danno le schede con la matita che non si può Scancellare
  10. Siamo sicuri che non si può cancellare? E se mi porto la penna per fare una prova?
    Sei un cretino perché ti viene annullata la scheda
  11. Ma invece quante schede ci sono?
    Ti daranno due schede poco più grandi del Giornale di Sicilia: una azzurra per votare Sindaco e Consiglieri Comunali e quella rosa per Presidente di Circoscrizione e Consiglieri di Circoscrizione
  12. Aspè e come si vota?
    Metti una X su quello che vuoi votare e in più puoi aggiungere i nomi di due consiglieri che fanno parte della stessa lista
  13. Invece che cos’è sta cosa del “maschio e femmina”?
    Se vuoi mettere due preferenze, devono essere di due sesso diverso, cioè un maschio e una femmina o una femmina e un maschio. Se sei confuso o non sai chi votare, puoi anche metterne solo una
  14. E se voto solo i consiglieri, ma non metto la X sul sindaco?
    La tua indecisione verrà risolta perché il voto andrà automaticamente al sindaco collegato alla lista che hai scelto
  15. Ma invece è vero che il sindaco viene eletto se supera solo il 40%? Ma è una vergogna!1!!
    Si è così e se pensi che ci siano complotti o favoritismi, in realtà la regola vale per tutti i candidati, quindi nessuno è più favorito di altri
  16. La mia sezione elettorale è all’interno della ZTL e non ho il pass. Come ci vado?
    Ringraziando Dio si vota di Domenica quindi ci puoi andare pure con il carroarmato a carbone
  17. Mi ha chiesto di votarlo un mio amico su Facebook che però non conosco. Mi ha aggiunto l’anno scorso perché bestemmiavo contro il tram e ora invece è a favore. Che gli devo dire?
    Che è una bandiera di cannavazzo (traduzione: individuo capace di cambiare schieramento con la stessa velocità di una bandiera sudicia sospinta dal vento)
  18. Fino a qualche tempo fa era pieno di manifesti con una ragazza che si vedeva proprio che era brava. Avrei tanto voluto votare questa. Si è ritirata?
    Credo di aver capito. No, mi dispiace, ma la modella di Intimissimi non era candidata
  19. Da dove viene la terminologia elettorale “portarsi”, “salire”, “pizzino”, “santino”?
    Come tutto quello che ha a che fare con Palermo, ovviamente ci saranno chiare origini Arabo-Normanne con qualche punta di street food
  20. Posso bloccare il mio vicino di casa che mi invia ogni due giorni foto con il suo santino elettorale?
    Anche se lo blocchi su Facebook poi ti romperà le palle sul pianerottolo… Armiamoci di pazienza e resistiamo ancora qualche giorno. Dopo il 12 Giugno, molti di questi riprenderanno ad ignorarci come prima
  21. Questo mio vicino mi ha chiesto se già per le elezioni sono “impegnato”. Ci sta provando con me?
    Probabilmente si
  22. Mio cugino si è fatto la pagina Facebook perché è candidato. Se non viene eletto poi può trasformarla in quella del suo panificio?
    Ma certo. Faranno questa fine centinaia di pagine
  23. Che poi lui è un bravo ragazzo, ma è un cretino. Mi ha chiesto se lo voto, ma mi sembra male dirgli di no
    E tu digli di si! Il voto è segreto
  24. Ma ci sarà qualche candidato che alla fine avrà ricevuto zero voti?
    Assolutamente si. Probabilmente avevano così grande fiducia che se non si sono votati manco da soli
  25. Mi ricordo che prima si facevano più schiticchi elettorali. In passato mi facevo belle mangiatone a gratis e quest’anno niente. Ma che è successo?
    Tutta colpa di vegani e celiaci: per evitare che organizzano e non vengono, non si sta facendo più niente
  26. Comunque alla fine si sta candidando mezza Palermo. Ma è normale questa cosa?
    Chi si candida con un programma e chiare intenzioni su come attuarlo va benissimo; chi invece lo fa per presunta gloria, soldi o altre ragioni che probabilmente ancora non ha ben capito, sono altri problemi.
  27. E questi qua se non verranno eletti che fine faranno? 
    Non ti preoccupare che quest’anno è pieno di occasioni! Ad ottobre c’è il concorso regionale e torneranno più agguerriti di prima

Il fenomeno dei video con le ricette

torta

Il web è strapieno di informazioni, video, immagini e tanto altro ancora, ma secondo uno studio dell’Università di Lipari il 98% dei contenuti rientra strettamente nelle tre seguenti categorie: porno, gatti e cibo, probabilmente in questo ordine. Escludendo dal quel 98% i porno e i gatti, vogliamo approfondire il restante 3% che comprende una tipologia che di sicuro vi sarà capitato di vedere sulle vostre Home di Facebook. Stiamo parlando dei video dove si preparano i piatti più strani, buoni o allucinanti che abbiate mai visto in una carrellata di immagini che ve li farà sembrare facilmente realizzabili. Ma affrontiamo il fenomeno dall’inizio.

Al tempo degli antichi romani, le ricette venivano tramandate di generazione in generazione attraverso apposite figure specializzate denominate “Nonnas”. La Nonnas era un tecnico culinario specializzato atto a compiere principalmente due azioni: la prima era quella di chiedere continuamente “Et non manducatis?”, la seconda era quella di cucinare piatti semplici o elaborati, ma con la stessa apparente facilità. Le tecniche venivano poi tramandate a figli, parenti e amici e l’iscrizione all’Ordine delle Nonnes avveniva in conseguenza della nascita del primo nipote. La figura della nonna è giunta fino ai giorni nostri, ma nei secoli a questa si sono affiancati altri strumenti per la conoscenza del cibo. Si deve agli Arabi e all’introduzione in Europa del sito GialloZafferano.it la nascita dei primi video dedicati alla preparazione delle pietanze. Questi avevano sempre una prima fase di elenco ingredienti e poi qualcuno che ci spiegava i passaggi di preparazione con musiche accattivanti e passaggi guidati. Con la rapida evoluzione tecnologica abbiamo poi aggiunto programmi in televisione e addirittura Talent dedicati. Siamo così giunti ai nostri giorni, dove la proliferazione totale si è raggiunta grazie ai Social network e alle condivisioni.

I video che vediamo continuamente su Facebook con i piatti da preparare, contengono alcune caratteristiche peculiari generiche. Fra queste: Continua a leggere

Siamo una generazione di nostalgici

trainspotting2poster

Ieri sera, senza grandi aspettative, siamo andati a vedere Trainspotting 2. Al cinema avevano organizzato una festa di laurea nell’atrio di ingresso, così, mentre eravamo in fila per entrare in sala, abbiamo “attinto” al buffet. Abbiamo smesso quando ci siamo fatti rimproverare, ma questa è tutta un’altra storia. Siamo finalmente entrati in una stanza minuscola che probabilmente aveva una trentina di posti. Praticamente era come andare a vedere un film a casa di amici, tanto che ero tentato dal togliermi le scarpe, ma poi ho evitato. L’atmosfera però era quella: tutta gente con un’età compresa fra i 25 e i 35 anni e un mix fra coppiette e gente casuale che si conosce.

All’improvviso inizia il film. Non voglio fare spoiler ed entrare nel merito della trama (alla fine muoiono tutti), ma c’è una cosa che mi ha dato tanto da pensare. Tutto il film è un rimando continuo a scene storiche o a grandi citazioni e rifacimenti del primo Trainspotting. Avete presente quando in una serie TV fanno l’episodio con i ricordi? Cioè una puntata in cui non succede quasi niente, ma tutto il tempo i protagonisti fanno rivedere (a noi) spezzoni di vecchie cose. I pensieri che fai sono sempre “Mi ricordo quella scena! Guarda tizio che era giovane! Ma come cazzo si vestivano? Guarda che schifo di qualità video…”. In un film questa cosa secondo me è un po’ fastidiosa perché per una serie TV magari è difficile rivedersi quella scena in particolare, ma per una pellicola se voglio me la vado a rivedere subito, tanto è una sola. Lasciando stare questo iniziale fastidio, il film alla fine non è malaccio, perché va capito meglio qual è il suo vero obiettivo. Tutta la storia è praticamente incentrata sulla nostalgia e sui ricordi e questo lo dicono sia i protagonisti sia le continue scene che ci fanno vedere. Alla fine della fiera, il film ci fa vedere quello che volevamo vedere perché anche noi siamo dei maledetti nostalgici. Riflettendoci a mente fresca i veri protagonisti di Trainspotting siamo noi trentenni. Noi che quando è uscito il film nel 96 eravamo piccoli e ce lo siamo visti anni dopo a casa di amici in divx o di notte ai Bellissimi di Rete 4. Noi che magari lo abbiamo visto tante volte che ci siamo fatti i fotomontaggi con le nostre facce su quelle di quei quattro pazzi scatenati. Noi che ogni tanto, come loro, raccontiamo agli amici “Ti ricordi quella volta…”. Continua a leggere

Lo street food e la gente confusa

panepanelle

I palermitani sono da sempre stati immersi nel cibo da strada. Da secoli le nostre papille gustative sono ravvivate da innumerevoli pietanze. Solo a titolo esemplificativo e non esaustivo: panelle, crocchè, rascatura, arancinE, sfincione, stigghiola, verdure in pastella, polpo e fritture di pesce. In panchina: frittola, quarume, musso e carcagnola. E’ però solo da qualche anno che tutte queste meraviglie sono rientrate nella grande categoria dello “street food“. Da quel momento, la gente ha iniziato a confondersi, come se tutto quello che ha sempre mangiato fosse diventato una cosa diversa, innovativa e di moda. Palermo poi ha visto riconosciute queste sue qualità attraverso il web e così sono iniziati i primi eventi a tema organizzati per promuovere i cibi locali, ma anche quelli stranieri (come quelli catanesi).
In questi giorni ho partecipato a uno di questi: lo Street Food Fest; ma non come le migliaia di persone che hanno invaso (finalmente) Via Roma per partecipare alla manifestazione. Io ero parte dello staff, in particolare ho lavorato alla cassa e info point. Nei quattro giorni dell’evento, ho così venduto i ticket per le consumazioni, ma ho anche raccolto dubbi, incertezze, incazzature e tutto quello che la gente percepiva e, soprattutto, non capiva della manifestazione. Ma cominciamo per ordine: Continua a leggere

Elettori fantastici e dove trovarli

Referendum, apertura dei seggi

Quando fai il presidente di seggio ormai da cinque anni, pensi che un referendum non rappresenti più niente di nuovo. Ma questa volta non è stato così. Questo referendum ha scatenato, in sintesi, il meglio e il peggio della italianità del nostro secolo. Sia al seggio elettorale, che in tutti i giorni precedenti al voto, si è vista un’accozzaglia di attaccamento incredibile alla costituzione e un attaccamento incredibile alla deficienza. La dura battaglia per il SI o per il NO ha visto tantissimi paladini e forti sostenitori. Ma mentre in passato li avremmo visti al bar a parlarne con gli amici, oggi nel 2016, il teatro di liti e urla è stato Facebook. A colpi di Mi piace e commenti sgrammaticati, la gente si è scannata in un insopportabile guerra fra chi non capiva un cazzo, chi diceva agli altri di non capire un cazzo e chi era convinto di non capire un cazzo, ma qualche cosa la doveva dire comunque e criticava tutti gli altri. Almeno queste settimane di torture hanno contribuito alla “scrematura” quotidiana che ci permette di capire, grazie a Facebook, chi in realtà non ha ancora le basi per padroneggiare lo strumento. Fra gente che non sa scrivere e altri che non riconoscono le bufale o le cazzate, anche questo episodio ci ha permesso di nascondere o eliminare amici, oppure semplicemente etichettarli come “non affidabili” o semplicemente come “tizio non ha capito un cazzo”. E mentre si giungeva al fatidico giorno del giudizio, era ormai chiaro che questo non sarebbe stato un referendum come gli altri. Alcuni pensavano che il quesito fosse “Vuoi che Renzi sia ancora premier?” Altri scoprivano a 40 anni che in Italia esistevano il Senato e la Costituzione. Altri ancora erano terrorizzati “Eh ma se non cambiamo ora, rimane tutto come prima!” come se questo significasse ricominciare da Garibaldi e Mazzini. Uno studio finanziato da Cosmopolitan, ha individuato 5 differenti persone tipo pre-referendum:

  • l’indeciso: quello vuole lasciarti col fiato sospeso, come se alla fine il suo si o no arriverà per mezzo di un’illuminazione sulla via di Damasco
  • il contrariante: l’amico che ti scrive: “Ma tu cosa voti?” e quando gli dici il tuo voto ti dice “Eh ma allora è meglio il SI”, ma che a risposta contraria ti avrebbe detto lo stesso l’opposto. È in pratica un indeciso che però vuole insinuarti il dubbio fino alla fine
  • il paladino: quello che ascolta le tue motivazione e ti dice “però con la Costituzione non si scherza!”
  • il poliziotto: quello che alla fine di tutto ti dice: “Mi raccomando, non fare cazzate” e in alcuni casi aggiunge “Dai dammelo subito, che se lo trovo io è peggio”
  • il saccente: il tizio che è convinto di sapere tutto e inizia ogni frase con “Tu non hai capito…”
  • Il preoccupato: l’elettore che pensa “E ma ora se vince il no, abbiamo Salvini? Se vince il Si abbiamo la dittatura? È vero che i partigiani morti per noi, resuscitano e vengono a mangiarci la costituzione?”
  • Il cretino: quello che condivide i post del fattoquotiDAINO o altri siti storpiati pensando che sia tutto verissimo e che si convince che Facebook in realtà abbia più valenza istituzionale del sito del Ministero dell’interno

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La nostra tradizione di Halloween

zuchmart

C’era una volta un Regno pieno di ricchezze culturali, artistiche e popolari. Un regno dove i cittadini si divertivano a fare quello che volevano senza preoccuparsi più di tanto degli altri. Un bel giorno però, il re di questo paese, si sentiva stanco ed annoiato. Chiamò così il suo fido consigliere Gugol: “Che inutile giornata, vorrei fare qualcosa, ma non saprei cosa. Mi puoi aiutare?” “Ma certamente mio sovrano, vado a fare una ricerca e torno”. Dopo pochi istanti, il consigliere ritornò di corsa al cospetto del re “Mio signore ho completato la mia ricerca in 3,4 secondi e su Groupon ho trovato una tradizione in offerta. Si chiama Halloween e fa al caso nostro.” “Halloween?” lo interruppe il re “Sisi è una tradizione di un altro regno, ma si fidi che è bellissima. La gente si traveste da mostri e altre cose horror e i bambini fanno gli scherzi alle persone” “Ma quindi è come Carnevale? Già ce l’abbiamo!” lo interruppe il sovrano “Non proprio, mio re” rispose subito Gugol “Questi scherzi i bambini li fanno minacciando le persone nelle case, però se questi gli danno le caramelle allora non glieli fanno.” Continua a leggere